Restare umani è un romanzo epistolare dove la protagonista, Lucia, sta scrivendo una lunga lettera al figlio Paolo ancora in tenera età. La madre svolge il lavoro di giornalista, in particolare è inviata speciale a Gaza dove sta assistendo ad una grave forma di Genocidio rivolto quasi a tutti i bambini di quella terra un tempo così verdeggiante, ricca di buoni e gustosi frutti e carica di un silenzio catartico tale da renderla per l’eternità più bella che mai. Il profumo di quei frutti la riporta forzatamente a Gaza. Il confronto con la realtà presente rende lo stato d’animo di Lucia malinconico e nostalgico. È come se un velo anche se leggero come una piuma impedisse di vedere cosa vi è oltre: una colpa commessa tanti anni or sono da essere stata quasi rimossa dalla protagonista? Anche lei prova però rabbia e tristezza per una vita ormai andata via per sempre.